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	<title>Palazzodelmonferrato</title>
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		<title>Museo Egizio di Torino</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 17:55:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edoardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel Palazzo dell&#8217;Accademia delle Scienze a Torino ha sede il pi&#249; importante museo egizio, dopo quello del Cairo: il Museo Egizio del capoluogo piemontese. La prestigiosa sede fu costruita da Guarino Guarini e da Michelangelo Garove, che port&#242; a termine i lavori nel 1687. Oltre al Museo Egizio, si trovano al suo interno l&#8217;Accademia delle Scienze e la Galleria Sabaudia. La collezione imponente del museo trae le sue origini nel periodo delle campagne napoleoniche quando il console generale di Francia Bernardino Drovetti inizi&#242; a collezionare antichit&#224; egizie per un totale di circa 8000 pezzi. Nel 1824 il re Carlo Felice<a href="http://www.palazzodelmonferrato.it/museo-egizio-di-torino/">... [ Per saperne di più ]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel Palazzo dell&rsquo;Accademia delle Scienze a Torino ha sede il pi&ugrave; importante museo egizio, dopo quello del Cairo: il Museo Egizio del capoluogo piemontese. La prestigiosa sede fu costruita da Guarino Guarini e da Michelangelo Garove, che port&ograve; a termine i lavori nel 1687. Oltre al Museo Egizio, si trovano al suo interno l&rsquo;Accademia delle Scienze e la Galleria Sabaudia.</p>
<p style="text-align: justify;"><dfn><div id="attachment_7589" class="wp-caption alignright" style="width: 406px"><img class="size-medium wp-image-7589" title="&copy; Diego Barbieri - Fotolia" src="http://www.palazzodelmonferrato.it/wp-content/uploads/2012/05/wpid-ca5c3837ceea42fa678c663f9d35a329.png" alt="&copy; Diego Barbieri - Fotolia" width="396" height="264" /><p class="wp-caption-text">&copy; Diego Barbieri - Fotolia</p></div></dfn></p>
<p style="text-align: justify;">La collezione imponente del museo trae le sue origini nel periodo delle campagne napoleoniche quando il console generale di Francia Bernardino Drovetti inizi&ograve; a collezionare antichit&agrave; egizie per un totale di circa 8000 pezzi. Nel 1824 il re Carlo Felice acquist&ograve; la collezione che, insieme a reperti appartenenti alla casata dei Savoia, and&ograve; a costituire il primo nucleo del museo egizio. Fu il primo museo al mondo a conservare opere dell&rsquo;antico Egitto e sotto la guida del direttore del museo Ernesto Schiaparelli s&rsquo;iniziarono scavi per portare alla luce altri pezzi. Il risultato fu una collezione di oltre 30.000 pezzi dal valore inestimabile che vanno da opere uniche a oggettistica quotidiana e testimoniano cos&igrave; lo splendore dell&rsquo;antica civilt&agrave; in tutte le sue fasi. Storicamente i pezzi vanno dall&rsquo;et&agrave; del paleolitico all&rsquo;epoca copta e visitare il museo &egrave; un&rsquo;esperienza unica sia per il pubblico adulto, che per i pi&ugrave; piccoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le opere pi&ugrave; importanti si annoverano la Tomba di Kha e Merit risalente al periodo della XVIII dinastia, al cui interno sono state ritrovati oggetti di uso quotidiano insieme a un papiro <a title="del Libro dei Morti" href="http://www.youtube.com/watch?v=dVg88NNdTBs" target="_blank">del Libro dei Morti</a> e una piccola scacchiera del gioco del Senet, il progenitore del Backgammon. Importantissimo testimone della successione dei re egizi il Papiro di Torino risale alla XIX dinastia egizia. Un museo straordinario, in cui perdersi tra storie ancestrali, culture millenarie e tradizioni ancora oggi misteriose.&nbsp;</p>
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		<title>Palazzo Wallenstein</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Apr 2012 15:33:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Costanza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Attualmente sede del Senato ceco il palazzo Wallenstein (Vald&#353;tejnsk&#253; pal&#225;c) a Praga nel quartiere di Mal&#225; Strana &#232; sicuramente uno degli edifici pi&#249; imponenti della bellissima citt&#224;. Fu il primo palazzo barocco e gli artisti che lo costruirono provenivano in gran parte dall&#8217;Italia: Baccio del Bianco, Giovanni Pieroni, Andrea Spezza e Nicola Sebregondi tra gli altri. Stilisticamente troviamo sia elementi tipici del tardo rinascimento che quelli del neobarocco, internamente le sale che si collegano a quella principale sono decorate dai fiamminghi, mentre la cappella ricorda in immagini la vita di San Venceslao. Monumentale &#232; il giardino: sotto gli archi della<a href="http://www.palazzodelmonferrato.it/palazzo-wallenstein/">... [ Per saperne di più ]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Attualmente sede del Senato ceco il palazzo Wallenstein (Vald&scaron;tejnsk&yacute; pal&aacute;c) a Praga nel quartiere di Mal&aacute; Strana &egrave; sicuramente uno degli edifici pi&ugrave; imponenti della bellissima citt&agrave;. Fu il primo palazzo barocco e gli artisti che lo costruirono provenivano in gran parte dall&rsquo;Italia: <a title="Baccio del Bianco" href="http://www.treccani.it/enciclopedia/baccio-del-bianco_%28Dizionario-Biografico%29/" target="_blank">Baccio del Bianco</a>, Giovanni Pieroni, Andrea Spezza e Nicola Sebregondi tra gli altri. Stilisticamente troviamo sia elementi tipici del tardo rinascimento che quelli del neobarocco, internamente le sale che si collegano a quella principale sono decorate dai fiamminghi, mentre la cappella ricorda in immagini la vita di San Venceslao.</p>
<p style="text-align: justify;"><dfn><div id="attachment_6443" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-6443" title="&copy;panthermedia.net/frantisek chmura" src="http://www.palazzodelmonferrato.it/wp-content/uploads/2012/04/wpid-be52b338ee2fa53d1736d0c7a97b00aa.jpeg" alt="&copy;panthermedia.net/frantisek chmura" width="200" height="186" /><p class="wp-caption-text">&copy;panthermedia.net/frantisek chmura</p></div></dfn></p>
<p style="text-align: justify;">Monumentale &egrave; il giardino: sotto gli archi della Sala Terrena sventolano le bandiere ceche e funge spesso da palcoscenico per spettacoli teatrali e concerti. Da ammirare gli affreschi in alto e sulla destra, l&rsquo;immagine che raffigura Wallenstein a cavallo rappresentato come Marte. Per chi si &egrave; recato al Palazzo Wallenstein di sicuro effetto saranno state le rocce artificiali che occupano la parte sinistra del giardino e che conferiscono a quella zona un suggestivo aspetto lunare. Scendendo le scalette si possono ammirare le fondamenta risalenti al XI secolo, il militare e politico Albrecht Wenzel Eusebius von Wallenstein infatti acquist&ograve; il palazzo e lo ampli&ograve; e modific&ograve; in seguito. Nella sala sotterranea delle fondamenta sono da ammirare esposte in teche di vetro anche le regalie ricevute dalla Repubblica ceca da parte dei politici dei vari Paesi del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Una tappa obbligatoria non solo per la funzione politica odierna, sede del Senato appunto, ma anche per la mirabile unione di stili e influenze europee, sintetizzate in un palazzo che ricorda ed esalta ancora oggi il potere di Wallenstein. Il militare ceco ebbe infatti un ruolo importantissimo durante la Guerra dei Trent&#8217;anni e fu vittima di un complotto nel 1634.</p>
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		<title>Castello Sforzesco</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 15:04:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edoardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il castello Sforzesco è uno dei simboli della città di Milano e nel corso dei secoli ha subito notevoli trasformazioni. Fu eretto per volere di Francesco Sforza nel XV secolo sui resti del castello di porta Giovia, la cui costruzione fu voluta da Galeazzo Visconti tra il 1360 e il 1370. Il castello divenne dimora dei Visconti fino al 1447 quando venne distrutto dalla Aurea Repubblica Ambrosiana. Nel 1450 venne appunto ricostruito da Francesco Sforza che ne fece la sua residenza. I lavori di ampliamento continuarono anche sotto il dominio del figlio Galeazzo Maria e con Ludovico il Moro, artisti<a href="http://www.palazzodelmonferrato.it/castello-sforzesco/">... [ Per saperne di più ]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il castello Sforzesco è uno dei simboli della città di Milano e nel corso dei secoli ha subito notevoli trasformazioni. Fu eretto per volere di Francesco Sforza nel XV secolo sui resti del castello di porta Giovia, la cui costruzione fu voluta da Galeazzo Visconti tra il 1360 e il 1370. Il castello divenne dimora dei Visconti fino al 1447 quando venne distrutto dalla Aurea Repubblica Ambrosiana.</p>
<div id="attachment_5161" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-5161 " title="© frenk58 - Fotolia" src="http://www.palazzodelmonferrato.it/wp-content/uploads/2012/03/wpid-e57008eb5eaa52b55be1093c9bf0b202.png" alt="© frenk58 - Fotolia" width="200" height="186" /><p class="wp-caption-text">© frenk58 - Fotolia</p></div>
<p style="text-align: justify;">Nel 1450 venne appunto ricostruito da Francesco Sforza che ne fece la sua residenza. I lavori di ampliamento continuarono anche sotto il dominio del figlio Galeazzo Maria e con Ludovico il Moro, <a title="artisti quali il Bramante" href="http://www.italica.rai.it/argomenti/storia_arte/bramante/index.htm" target="_blank">artisti quali il Bramante</a> e Leonardo Da Vinci contribuirono a rendere il castello una vera e propria opera d’arte. Con gli Spagnoli il castello divenne sede delle truppe militari, una delle più grandi in Europa e fu potenziato con fortificazioni esterne e murature. Fossati separavano il castello dalle strade cittadine. La vocazione militare continuò anche con gli Asburgo d’Austria e con Napoleone che nel 1800 ne decise la distruzione, perché simbolo delle antiche tirannie. Fortunatamente il castello perse solo alcune torri laterali e i bastioni spagnoli e dopo varie proposte di modifiche s’intervenne sulla parte che dava verso via Dante.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante le Cinque Giornate di Milano dal Castello furono sparate le cannonate contro i milanesi per volere del colonnello Radetzky e fu saccheggiato appena Milano fu annessa al Regno d’Italia. Lavori di ristrutturazione sotto la guida dell’architetto Luca Beltrami restituirono le forme originarie volute dagli Sforza. La seconda guerra mondiale lo danneggiò e seguirono altri lavori di ristrutturazione; oggi all’interno del castello si ammirano la Pinacoteca, il Museo egizio, il Museo d’arte antica, la Biblioteca d’arte, il Museo del Mobile, il Museo della Preistoria e la Libreria del Castello.</p>
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		<title>Museo dell&#8217;automobile</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 10:27:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edoardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sulla sponda sinistra del Po a Torino, vicino al Lingotto sorge un edificio che gli amanti delle automobili ben conoscono, il Museo dell’Automobile. Dal 1960 la sede infatti si spostò nei nuovi locali, più adatti a raccogliere la grande collezione di vetture presenti. La storia del museo affonda le sue radici nel 1932 quando venne organizzata una mostra retrospettiva sui motori al Salone di Milano, alla quale seguì l’anno successivo la fondazione del “Museo Nazionale dell’Automobile”. L’Ente conoscerà nella sua storia varie nominazioni e sedi, arricchendosi di una biblioteca e del centro documentazione. Varie amministrazioni si sono succedute e il<a href="http://www.palazzodelmonferrato.it/museo-dellautomobile/">... [ Per saperne di più ]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="Aticoliita" style="text-align: justify;">Sulla sponda sinistra del Po a Torino, vicino al Lingotto sorge un edificio che gli amanti delle automobili ben conoscono, il Museo dell’Automobile. Dal 1960 la sede infatti si spostò nei nuovi locali, più adatti a raccogliere la grande collezione di vetture presenti. La storia del museo affonda le sue radici nel 1932 quando venne organizzata <a title="una mostra retrospettiva" href="http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2012-02-07/mostra-kusama-164456.shtml?uuid=AaIKVSoE" target="_blank">una mostra retrospettiva</a> sui motori al Salone di Milano, alla quale seguì l’anno successivo la fondazione del “Museo Nazionale dell’Automobile”.</p>
<div id="attachment_4171" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class=" wp-image-4171 " title="© patrick CRONNE - Fotolia" src="http://www.palazzodelmonferrato.it/wp-content/uploads/2012/02/wpid-d5f10d036f28c9f4d5c0c9715feecac01.png" alt="© patrick CRONNE - Fotolia" width="200" height="160" /><p class="wp-caption-text">© patrick CRONNE - Fotolia</p></div>
<p class="Aticoliita" style="text-align: justify;">L’Ente conoscerà nella sua storia varie nominazioni e sedi, arricchendosi di una biblioteca e del centro documentazione. Varie amministrazioni si sono succedute e il quartiere stesso che ospita il Museo è stato sottoposto a interventi di miglioramento. Oggi la struttura rappresenta uno degli esempi più riusciti di architettura moderna, all’insegna dell’hi-tech, pur mantenendo le caratteristiche peculiari dell’edificio preesistente; quindi la facciata, la scala interna e la parte posteriore. Negli oltre 19.000 metri quadrati di spazi espositivi e nelle 30 sale le automobili mostrate sono inserite in scenografie ed allestimenti ad hoc, per rendere il contesto dell’epoca storica alla quale appartengono.</p>
<p class="Aticoliita" style="text-align: justify;">Tre secoli dell’automobile sono racchiusi in questo museo, più di 80 case diverse sono qui rappresentate; auto storiche come la Jamais Contente del 1899, la prima auto FIAT dello stesso anno, la Oldsmobile del 1904, la Rolls Royce Silver Ghost del 1914, l’Isotta Fraschini 8 del 1920, la Austin Seven del 1932, la Topolino del 1936, ma anche prototipi e concept car come la Fioravanti LF1 Del 2009. Spazio trovano modelli prodotti in serie limitate, quale la Alfa Romeo Disco Volante o la Alfa Romeo 8C Competizione.</p>
<p class="Aticoliita" style="text-align: justify;">Chissà quali delle automobili attuali entreranno nell’olimpo delle auto degne del museo più antico del settore; Range Rover Evoque, <a title="Ford Kuga" href="http://www.automobile.it/marcheemodelliauto/ford/kuga.html" target="_blank">Ford Kuga</a>, Mercedes SL, Toyota Prius e tante altre potranno un giorno varcare le soglie di quelle porte ed essere ammirate dagli appassionati di tutto il mondo.</p>
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		<title>Castello Estense</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 10:27:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edoardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Simbolo della città di Ferrara, del suo passato glorioso e dell’antica magnificenza, il Castello Estense si erge imponente nel cuore della città. Fu costruito nel 1385 per volontà del Marchese Niccolò II d’Este che commissionò Bartolino da Novara per costruire una fortezza che potesse reprimere le rivolte avvenute in città, a causa dell’aumento delle tasse. Simbolo di potere e di controllo il castello venne eretto intorno alla Torre dei Leoni del XIII secolo. Il giorno in cui iniziarono la costruzione fu il 29 settembre, giorno dedicato a San Michele, per questo motivo il Castello Estense è anche conosciuto come Castello<a href="http://www.palazzodelmonferrato.it/castello-estense/">... [ Per saperne di più ]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="Aticoliita" style="text-align: justify;"><span lang="IT">Simbolo della città di Ferrara, del suo passato glorioso e dell’antica magnificenza, il Castello Estense si erge imponente nel cuore della città. Fu costruito nel 1385 per volontà del Marchese Niccolò II d’Este che commissionò Bartolino da Novara per costruire una fortezza che potesse reprimere le rivolte avvenute in città, a causa dell’aumento delle tasse. </span></p>
<div id="attachment_4169" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-4169 " title="© francovolpato - Fotolia" src="http://www.palazzodelmonferrato.it/wp-content/uploads/2012/02/wpid-4886deba0825f9476f95665e32edb9311.png" alt="© francovolpato - Fotolia" width="200" height="186" /><p class="wp-caption-text">© francovolpato - Fotolia</p></div>
<p class="Aticoliita" style="text-align: justify;"><span lang="IT">Simbolo di potere e di controllo il castello venne eretto intorno alla Torre dei Leoni del XIII secolo. Il giorno in cui iniziarono la costruzione fu il 29 settembre, <a title="giorno dedicato a San Michele" href="http://www.santiebeati.it/dettaglio/21600" target="_blank">giorno dedicato a San Michele</a>, per questo motivo il Castello Estense è anche conosciuto come Castello di San Michele. Si narra che la rivolta popolare fu talmente accesa e sanguinosa che Tommaso da Tortora, responsabile della riscossione delle gabelle fu chiesto a gran voce dal popolo che lo dilaniò, facendolo a pezzi. </span></p>
<p class="Aticoliita" style="text-align: justify;"><span lang="IT">Le prigioni del Castello sono tutt’oggi visitabili e recano con se ancora l’angoscia e la disperazione degli illustri detenuti; i fratelli di Alfonso I, così come Ugo Aldobrandino <a title="e Parisina Malatesta" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parisina" target="_blank">e Parisina Malatesta</a>, figlio lui del marchese Niccolò III e sua seconda moglie lei, rei di adulterio. La storia del Castello è indissolubilmente legata alle vicende estensi e anche le modifiche alla struttura sono da ricollegarsi alla volontà dei singoli Signori. Ercole I, Alfonso I e Alfonso II che abbellirono ulteriormente la fortezza con affreschi, dipinti, sale sfarzose. </span></p>
<p class="Aticoliita" style="text-align: justify;"><span lang="IT">Alla morte di Alfonso II, il Papa Clemente VIII fece di Ferrara una provincia dello Stato Pontificio fino a quando con l’Unità d’Italia esso divenne sede dell’amministrazione provinciale di Ferrara. In epoca recente il Castello è stato restaurato e valorizzato come polo museale, grazie anche ad una collaborazione con il Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, conservando il fascino di castello medievale e insieme di residenza rinascimentale.<br />
</span></p>
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		<title>Museo del Prado</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 14:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Costanza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo il Louvre, il più visitato tra i musei in Europa è il Museo del Prado a Madrid in Spagna, una delle più importante pinacoteche del mondo. Originariamente doveva ospitare un’accademia scientifica e altre istituzioni al piano terreno e al piano superiore un museo di storia naturale e la sua costruzione risale al 1786 quando Carlo III diede il via all’ambizioso progetto architettonico. Le truppe francesi che occuparono la Spagna e la guerra di indipendenza inficiarono la costruzione della pinacoteca, arrivando persino a distruggerne delle parti o ad adibirla a caserma. I lavori di ricostruzione e di ristrutturazione avvennero grazie<a href="http://www.palazzodelmonferrato.it/museo-del-prado/">... [ Per saperne di più ]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dopo il Louvre, il più visitato tra i musei in Europa è il Museo del Prado a Madrid in Spagna, una delle più importante pinacoteche del mondo. Originariamente doveva ospitare un’accademia scientifica e altre istituzioni al piano terreno e al piano superiore un museo di storia naturale e la sua costruzione risale al 1786 quando Carlo III diede il via all’ambizioso progetto architettonico.</p>
<div id="attachment_3905" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-3905 " title="© jzoran - Fotolia" src="http://www.palazzodelmonferrato.it/wp-content/uploads/2012/02/wpid-7f4c165e2c01998ea188a8c26414da1b.png" alt="© jzoran - Fotolia" width="200" height="186" /><p class="wp-caption-text">© jzoran - Fotolia</p></div>
<p style="text-align: justify;">Le truppe francesi che occuparono la Spagna e la guerra di indipendenza inficiarono la costruzione della pinacoteca, arrivando persino a distruggerne delle parti o ad adibirla a caserma. I lavori di ricostruzione e di ristrutturazione avvennero grazie all’impegno di Ferdinando VII e della moglie Maria Isabella di Braganza.</p>
<p style="text-align: justify;">Complessivamente la pinacoteca raccoglie 100 sale con 8.500 quadri, 5.000 disegni e 2.000 stampe. La collezione permanente è suddivisa per aree tematiche e distribuita su tre piani, la pittura spagnola dal 1100 al 1910, quella italiana dal 1300 al 1800, la pittura tedesca dal 1450 al 1800, la pittura fiamminga dal 1430 al 1700 e la francese dal 1600 al 1800. Sandro Botticelli, Caravaggio, Gentileschi, Goya, Rembrandt, Velazquez, El Greco e tantissimi altri trovano il loro posto d’onore in questa straordinaria pinacoteca.</p>
<p style="text-align: justify;">Architettonicamente <a title="il museo del Prado" href="http://www.museodelprado.es/" target="_blank">il museo del Prado</a> si compone di un corpo centrale con ai lati due gallerie che sporgono in avanti e si estendono per due piani. La pianta dell’edificio di Juan de Villanueva, l’architetto che progettò l’edificio, da a sud sul Paseo del Prado con la Porta di Velazquez e di fronte è situata la statua del celebre pittore, inaugurata il 14 giugno del 1899 in onore suo e di tutta la pittura spagnola. Un appuntamento imperdibile per arricchire un viaggio a Madrid di cultura e storia, approfittando di un museo che nell’imponenza delle sue sale custodisce la grandezza del passato.</p>
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		<title>Alhambra, la fortezza rossa</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 13:59:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Costanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edifici storici]]></category>
		<category><![CDATA[Alhambra]]></category>
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		<description><![CDATA[Dichiarato nel 1984 patrimonio dell’umanità dall’UNESCO il complesso dell’Alhambra in Andalusia rappresenta uno degli esempi più raffinati di architettura medievale. Oggi è di proprietà del governo spagnolo, dopo una storia secolare che lo ha visto dimora dei Califfi e dei Re Cattolici. Fu infatti il Califfo Muhammad ibn Nazhar che nel 1238 iniziò la costruzione del complesso all’interno della città di Granada, occupata grazie alla vittoria riportata sui cristiani. Nel 1492 l’Alhambra divenne residenza reale, quando i re cattolici riconquistarono la città di Granada. Questa piccola cittadella murata, ricca di botteghe e scuole ai tempi dei musulmani, era costituita da<a href="http://www.palazzodelmonferrato.it/alhambra-la-fortezza-rossa/">... [ Per saperne di più ]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dichiarato nel 1984 patrimonio dell’umanità dall’UNESCO il complesso dell’Alhambra in Andalusia rappresenta uno degli esempi più raffinati di architettura medievale. Oggi è di proprietà del governo spagnolo, dopo una storia secolare che lo ha visto dimora dei Califfi e dei Re Cattolici.</p>
<div id="attachment_3903" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-3903 " title="© fotobeam.de - Fotolia" src="http://www.palazzodelmonferrato.it/wp-content/uploads/2012/02/wpid-76fd3d09906185271e7ec4b06ad05c41.png" alt="© fotobeam.de - Fotolia" width="200" height="186" /><p class="wp-caption-text">© fotobeam.de - Fotolia</p></div>
<p style="text-align: justify;">Fu infatti il Califfo Muhammad ibn Nazhar che nel 1238 iniziò la costruzione del complesso all’interno della città di Granada, occupata grazie alla vittoria riportata sui cristiani. Nel 1492 l’Alhambra divenne residenza reale, quando i re cattolici riconquistarono la città di Granada. Questa piccola cittadella murata, ricca di botteghe e scuole ai tempi dei musulmani, era costituita da palazzi e giardini, in cui si distingue il palazzo detto di “Carlo V” datato 1547 dalla pianta quadrata e dalle colonne in stile dorico e ionico, il Palazzo dei Leoni e il Palazzo de Comares.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo si caratterizza per il cortile con le 124 colonne in marmo bianco, sul quale si affacciano le stanze del sultano e delle spose. All’interno del palazzo da visitare assolutamente sono la “Sala de los abencerrajes”, la “fuentes de los Leones” e la sala dei Sovrani, dedicata ai banchetti e alle feste. Il Palazzo de Comares custodisce al suo interno la sala più antica di tutto il complesso, quella destinata alle udienze. Al centro del patio si trova una grande vasca, sulla cui superficie si riflette l’immagine della Torre de Comares che consuce alla sala del Trono, la più ampia di tutto il complesso.</p>
<p style="text-align: justify;">All’interno della Torre ci sono nove camere e le rifiniture dei pavimenti e delle pareti offrono uno splendido esempio di maioliche spagnole. Un gioiello all’interno di una città bellissima <a title="come Granada" href="http://maps.google.it/maps?hl=it&amp;cp=7&amp;gs_id=19&amp;xhr=t&amp;q=granada&amp;gs_upl=&amp;bav=on.2,or.r_gc.r_pw.,cf.osb&amp;biw=1765&amp;bih=834&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;hq=&amp;hnear=0xd71fcbe9371de8f:0x22f95800404d3bb5,Granada,+Spagna&amp;gl=it&amp;ei=HfYnT9TKEM7Gswb3vfCsAQ&amp;sa=X&amp;oi=geocode_result&amp;ct=image&amp;resnum=4&amp;sqi=2&amp;ved=0CGIQ8gEwAw" target="_blank">come Granada</a>, che affascina grazie alla storia che racconta, fatta di dominazioni diverse, vittorie, sconfitte racchiuse nell’architettura di un luogo che racconta secoli di storia.</p>
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		<title>Il Palazzo Ducale di Venezia</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 10:32:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edoardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Palazzi]]></category>
		<category><![CDATA[facciata]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Ducale]]></category>
		<category><![CDATA[Piazza San Marco]]></category>
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		<description><![CDATA[Uno dei simboli della città più visitata al mondo è il Palazzo Ducale che rappresenta un vero e proprio simbolo di Venezia. È a tutti gli effetti un capolavoro gotico veneziano ed è situato a Piazza San Marco, tra la Piazzetta e il Molo. È l&#8217;antica sede del Doge e della magistratura. Oggi è la sede del Museo Civico di Palazzo Ducale. Il famoso Palazzo rappresenta un esempio di riutilizzo di materiale antico che proveniva dalle numerose colonie della Serenissima Repubblica di Venezia, il nome dell&#8217;ex stato indipendente, il Ducato della Venetia marittima. In origine il Palazzo venne concepito come<a href="http://www.palazzodelmonferrato.it/il-palazzo-ducale-di-venezia/">... [ Per saperne di più ]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT">Uno dei simboli della città più visitata al mondo è il <a title="Palazzo Ducale" href="http://www.museiciviciveneziani.it/frame.asp?musid=8&amp;sezione=musei" target="_blank">Palazzo Ducale</a> che rappresenta un vero e proprio simbolo di Venezia. È a tutti gli effetti un capolavoro gotico veneziano ed è situato a Piazza San Marco, tra la Piazzetta e il Molo. È l&#8217;antica sede del Doge e della magistratura. Oggi è la sede del Museo Civico di Palazzo Ducale. Il famoso Palazzo rappresenta un esempio di riutilizzo di materiale antico che proveniva dalle numerose colonie della Serenissima Repubblica di Venezia, il nome dell&#8217;ex stato indipendente, il Ducato della <em>Venetia marittima</em>.</p>
<div id="attachment_3910" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-3910 " title="© Buesi - Fotolia" src="http://www.palazzodelmonferrato.it/wp-content/uploads/2012/02/wpid-07a46e02cef2a611d3944dac1430dc1b.png" alt="© Buesi - Fotolia" width="200" height="186" /><p class="wp-caption-text">© Buesi - Fotolia</p></div>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT">In origine il Palazzo venne concepito come castello. La versione attuale risale al periodo tra il 1309 al 1463. Durante questi lunghi 154 anni l&#8217;edificio fu sottoposto a diversi lavori di modifica. Dal IX fino al XVIII il Palazzo Ducale rappresentò il maggior centro di commercio, economico e politico della Serenissima. Nel corso dei secoli il Palazzo fu oggetto di diversi incendi e fu completato del tutto solo nel XVII secolo con la realizzazione della loggia Foscara e la facciata dell&#8217;Orologio. Numerosi furono gli artisti che ricoprirono ruoli importanti durante la costruzione del Palazzo, a partire dall&#8217;artista Filippo Calendario, uno dei più rinomati architetti veneziani vissuto nel XIV secolo, che diede il via all&#8217;opera.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT">La facciata si contraddistingue per la sua maestosità e per l&#8217;impressione di leggerezza che suscita. La parte inferiore della facciata del Palazzo è caratterizzato soprattutto dal portico e dalla loggia frastagliata, mentre la facciata superiore dalle finestre. Colpisce la facciata sul molo e quella sulla piazzetta per via dei due splendidi balconi quattrocenteschi. Anche all&#8217;interno il Palazzo è sorprendente e ricco di simboli ed arte a partire dall&#8217;entrata dominata dal Leone di San Marco. Inoltre impressionano la Scala dei Giganti, la Scala d&#8217;Oro per raggiungere il piano superiore, la maestosa Sala del Gran Consiglio e le Sale delle Quattro Porte e quella del Collegio.</p>
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		<title>Galleria degli Uffizi</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 14:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Costanza</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Arno]]></category>
		<category><![CDATA[Cosimo I]]></category>
		<category><![CDATA[Ducato di Firenze]]></category>
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		<description><![CDATA[Uno tra i musei più visitati dai turisti italiani e internazionali è la Galleria degli Uffizi a Firenze. Condensare in poche righe la storia, l’architettura e l’immenso patrimonio racchiuso nell’edificio è impresa alquanto ardua e mai restituirebbe la complessità e la ricchezza del luogo. Qui un breve omaggio a uno dei tesori italiani ammirati in tutto il mondo, che per primo ha contribuito a creare il concetto moderno di museo. L’edificio fu costruito tra il 1560 e il 1580 quando, a seguito dell’ampliamento del Ducato di Firenze, fu necessario creare una struttura più grande per ospitare le tredici magistrature fiorentine<a href="http://www.palazzodelmonferrato.it/galleria-degli-uffizi/">... [ Per saperne di più ]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-align: justify;">Uno tra i musei più visitati dai turisti italiani e internazionali è la Galleria degli Uffizi a Firenze. Condensare in poche righe la storia, l’architettura e l’immenso patrimonio racchiuso nell’edificio è impresa alquanto ardua e mai restituirebbe la complessità e la ricchezza del luogo. Qui un breve omaggio a uno dei tesori italiani ammirati in tutto il mondo, che per primo ha contribuito a creare il concetto moderno di museo.</span></p>
<div id="attachment_3904" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-3904" title="© Paul Merrett - Fotolia" src="http://www.palazzodelmonferrato.it/wp-content/uploads/2012/02/wpid-3f49b8b5af98319cb2a5c2d1522fa679.png" alt="© Paul Merrett - Fotolia" width="200" height="186" /><p class="wp-caption-text">© Paul Merrett - Fotolia</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT"> L’edificio fu costruito tra il 1560 e il 1580 quando, a seguito dell’ampliamento del Ducato di Firenze, fu necessario creare una struttura più grande per ospitare le tredici magistrature fiorentine e gli uffici amministrativi del governo, da qui il nome “Uffizi”. I lavori furono condotti dal Vasari, sotto il regno di Cosimo I. Giorgio Vasari creò con gli Uffizi l’esempio più eloquente di architettura fiorentina del XVI secolo, utilizzando materiali tipici del territorio e inserendo la struttura a forma di U tra l’Arno e il Palazzo Vecchio, anch’esso da lui progettato. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">Fu con il proseguimento dei lavori ad opera di Bernardo Buontalenti, sotto la direzione del granduca Francesco I che iniziò la commistione tra la natura politica inizialmente pensata <a title="per gli Uffizi" href="http://www.polomuseale.firenze.it/musei/?m=uffizi" target="_blank">per gli Uffizi</a> con la vena più artistica. Il figlio di Cosimo I infatti iniziò a raccogliere la sua collezione di dipinti, medaglie, statue, miniature nella Galleria e inaugurò anche delle ale dedicate a laboratori di oreficeria, di alchimia e di altre arti. Con Ferdinando I de Medici vennero trasferiti negli Uffizi anche i laboratori granducali e l’Opificio delle Pietre Dure e si arricchì la collezione di dipinti. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">Il patrimonio mediceo venne nel corso degli anni arricchito, incrementando un patrimonio artistico che comprende oggi opere che vanno dal XVIII al XIX secolo. Scuola fiorentina in particolare, opere rinascimentali, pittura olandese, opere dal valore inestimabile custodite nello splendido edificio a Firenze.</span></p>
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		<title>Il favoloso castello di Neuschwanstein</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 10:41:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Costanza</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Re Ludwig II]]></category>
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		<description><![CDATA[Il castello di Neuschwanstein, in italiano Il Castello della Nuova Pietra del Cigno, rappresenta uno dei simboli della Baviera e ricorda molto le favole che ascoltavamo da bambini. Infatti il castello è stato proprio fonte d&#8217;ispirazione per la Walt Disney nella creazione dei capolavori come “Cenerentola”, “Biancaneve e i sette nani” e “La bella addormentata nel bosco”. La posizione del castello è molto scenografica, proprio come nei film che ricordiamo della Walt Disney: si trova ai piedi di una montagna, vicino a un lago, immerso nella foresta e sul ciglio di una gola vertiginosa. Il castello è stato costituito alla<a href="http://www.palazzodelmonferrato.it/il-favoloso-castello-di-neuschwanstein/">... [ Per saperne di più ]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT">Il castello di Neuschwanstein, in italiano <em>Il Castello della Nuova Pietra del Cigno</em>, rappresenta uno dei simboli della Baviera e ricorda molto le favole che ascoltavamo da bambini. Infatti il castello è stato proprio fonte d&#8217;ispirazione per la Walt Disney nella creazione dei capolavori come “Cenerentola”, “Biancaneve e i sette nani” e “La bella addormentata nel bosco”.</p>
<div id="attachment_3912" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-3912 " title="© Miguel Zafra Bragado - Fotolia" src="http://www.palazzodelmonferrato.it/wp-content/uploads/2012/02/wpid-82cf0ae0d815d0e7045ff8180961dd18.png" alt="© Miguel Zafra Bragado - Fotolia" width="200" height="186" /><p class="wp-caption-text">© Miguel Zafra Bragado - Fotolia</p></div>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT">La posizione del castello è molto scenografica, proprio come nei film che ricordiamo della Walt Disney: si trova ai piedi di una montagna, vicino a un lago, immerso nella foresta e sul ciglio di una gola vertiginosa. Il castello è stato costituito alla fine del XIX secolo ed è situato nel Sud-Ovest della Baviera nella vicinanza di Füssen. La costruzione del castello iniziò nel 1869 per conto del Re Ludwig II. Il suo desiderio fu quello di creare per sé un rifugio solitario. Nel suo complesso Neuschwanstein si estende per 6.000 metri quadrati su 4 piani differenti. Inoltre ha numerose torri che raggiungono in parte 80 metri. Numerose stanze ed arazzi sono ispirati alle opere di Richard Wagner. Ludwig II fu infatti un amico ed appassionato del grande compositore tedesco. Un altro tema che ricorre spesso nei dipinti delle sale sono le leggende e saghe che trattano di amore, colpa e pentimento della tradizione medievale. Alla morte del re il castello non fu ancora completato così alcune sale rimasero spoglie, senza però mettere in discussione la bellezza e il fascino del castello.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT">Il Re fece costruire durante il suo regno altri due castelli, tutti specchio della sua personalità e delle sue passioni: il castello di Linderhof e Herrenchiemsee. Di fronte al magico castello fiabesco di Neuschwanstein è situato inoltre un altro castello molto famoso, quello di Hohenschwangau, costruito già nel dodicesimo secolo, dove Ludwig II trascorse la sua infanzia.</p>
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