Gianni Golfera: ‘la memoria va coltivata con cura’

‘La memoria va coltivata con cura’, secondo l’esperto di memorizzazione e apprendimento Gianni Golfera, ideatore dell’omonimo metodo, perché sviluppare le capacità mnemoniche può indurre le persone a migliorare le relazioni sociali, i rapporti con le altre persone e anche a sviluppare il proprio talento e il proprio benessere. Ma quali sono i meccanismi che stanno alla base della memoria?

Per quanto riguarda la memoria a breve termine, ovvero la capacità della mente di ricordare alcuni elementi per alcune decine di secondi, tutto va ricercato nell’attività dei neuroni che si trovano nel lobo frontale mediale e anche nel lobo temporale mediale.

Questo è quanto è emerso da un recente studio pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience e condotto dai ricercatori del Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles. Secondo gli studiosi, la memoria a breve termine è strettamente legata all’attività del neurone persistentemente attivo, una particolare cellula cerebrale che si attiva solo quando la persona cerca di memorizzare un’immagine, un evento o un oggetto con lo scopo di richiamarlo alla mente in un secondo momento.

Secondo l’autore dell’articolo Ueli Rutishauser, capire da dove nasce la memoria a breve termine è un importante passo in avanti nella scoperta dei processi mnemonici e rappresenta un aiuto fondamentale per comprendere come si sviluppano le criticità relative alla memoria, come ad esempio le malattie neuro-degenerative.

Per effettuare la ricerca, gli studiosi hanno osservato il comportamento di un gruppo selezionato di 13 pazienti epilettici ai quali era stato effettuato un impianto intracranico di elettrodi, con lo scopo di localizzare la fonte degli attacchi.

Nel corso di un test di memoria, gli elettrodi hanno individuato l’area del cervello che attivava la memoria a breve termine in risposta a una serie di immagini proiettate su uno schermo. La ricerca ha quindi rivelato che i neuroni si attivano in modo molto specifico, anche per una sola immagine.

La scoperta si propone rivoluzionaria perché scardina il principio scientifico secondo il quale il lobo temporale mediale del cervello viene coinvolto solo nella creazione dei ricordi a lungo termine e non in quelli a breve termine.

Capire come nascono i processi di memorizzazione è quindi fondamentale non solo per scopi di conoscenza scientifica e di prevenzione e terapia dalle malattie degenerative, ma può gettare nuova lue sulla fase di potenziamento. La memoria può infatti essere attivata e coltivata dalle persone e conoscerne i meccanismi aiuta a rendere questo processo più semplice, vincente e proficuo nella vita di tutti i giorni.