PAGLIERI. Storia di essenze
Punti di vista su Alessandria
CONCORSO
per scuole primarie, secondarie di I e II grado
Scadenza: 29 gennaio 2010
Alle classi vincitrici del concorso sarà anche offerta una visita alla fabbrica Paglieri
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I Master di Palazzo Monferrato
Report Sessione:
| Storia del Palazzo |
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LA NASCITA DELL'EDIFICIO La costruzione del palazzo iniziò nel 1925, solo dieci anni dopo la decisione della Camera di Commercio di Alessandria di edificare un immobile di sua proprietà, per far fronte alla mancanza di una sede definitiva nella quale riunire gli uffici fino ad allora dislocati in diversi palazzi pubblici del
territorio, affidando la progettazione all’ingegner Giovanni Chevalley, allievo del maestro Carlo Ceppi.In seguito ad alcune difficoltà progettuali, dovute soprattutto alle ridotte dimensioni dell’area edificabile, l’Amministrazione sembrò decisa a sospendere i lavori, ma la trasformazione dell’Ente in Consiglio Provinciale dell’Economia Corporativa, rese evidente la necessità di disporre di ampi spazi per far fronte alle nuove incombenze degli uffici. Il 28 ottobre 1931 fu posata la prima pietra, mentre l’inaugurazione avvenne esattamente due anni dopo, il 28 ottobre 1933 e fu celebrata coniando alcune medaglie, progettate dallo stesso ingegner Chevalley. Ciò che caratterizza l’edificio sono gli spunti di eclettismo novecentista, che Chevalley trasse dal suo maestro Ceppi. I due artisti sono i protagonisti indiscussi di questa tendenza, che si afferma dopo il Liberty in particolar modo a Torino intorno al 1911, basata sulla ripresa degli stili architettonici del passato in chiave semplificata e geometrizzata. La moda dell’epoca si rivela nella sintesi operata tra differenti componenti stilistiche: elementi tipici del barocco torinese si rinvengono nelle finestre e nel portale, simile a quello di certe strutture militari, ma a cui è stata data un’enfasi quasi espressionista, mentre elementi dorici si ravvisano nelle lesene del corpo d’angolo. Di grande impatto visivo sono poi le finestre geometrizzate dell’ultimo piano, prive di qualsiasi decorazione e considerate solo in termini di funzionalità. Il risultato è un pastiche di grande suggestione, che mescola il barocco con l’espressionismo, il novecentismo con il razionalismo e l’aulico con il funzionale, conferendo quella solennità ed, allo stesso tempo, compostezza, che ha fatto di Palazzo Asperia la sede ideale per oltre sessant’anni di attività dell’Ente. LA STRUTTURA DOPO I RESTAURI In seguito ai lavori di ristrutturazione, l’ex sede della Camera di Commercio di Alessandria è stata trasformata in Palazzo Asperia e ora in Palazzo del Monferrato: una struttura atta ad ospitare mostre, esposizioni ed eventi culturali di ampio richiamo. L’intento è stato altresì quello di valorizzare le produzioni locali, rendendo possibile il binomio arte e territorio, attrezzando il quarto piano con un ristorante interno, dove i visitatori potranno godere dei sapori e delle tradizioni dell’alessandrino.Il palazzo presenta una superficie di 2000 mq , suddivisa in quattro piani. Il salone aulico è stato attrezzato a spazio espositivo, ma può altresì essere adibito a sala conferenze, essendo dotato delle necessarie strutture tecnologiche per realizzare conferenze. Architettonicamente rilevanti sono il già citato salone, parzialmente rivestito in marmo e caratterizzato da una grande pittura murale, eseguita da Gianni Patrone su probabile bozzetto di Alberto Caffassi e la scala d’onore in travertino, modellata sull’esempio dei palazzi nobiliari barocchi. Il piano nobile è adibito a vera e propria sede espositiva, essendo stato ristrutturato secondo i più rigorosi standard museali, che consentono di soddisfare le diverse esigenze di conservazione delle opere, di volta in volta espresse dai prestatori . Gli uffici occupano esclusivamente il terzo piano, mentre al piano superiore troviamo la zona caffetteria e ristorante, dove gustare i prodotti tipici del territorio, caratterizzata da una copertura in cristallo, che si affaccia sul cortile interno e sulle terrazze delle case circostanti. |



territorio, affidando la progettazione all’ingegner Giovanni Chevalley, allievo del maestro Carlo Ceppi.
produzioni locali, rendendo possibile il binomio arte e territorio, attrezzando il quarto piano con un ristorante interno, dove i visitatori potranno godere dei sapori e delle tradizioni dell’alessandrino.